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BRYAN McCANN

Imprenditore e investitore nel settore AI

 

Dopo studi pionieristici sul deep learning, oggi sviluppa infrastrutture AI per le imprese con l’obiettivo di affiancare la creatività umana.

Bryan McCann

Imprenditore e investitore nel settore AI

 

Dopo studi pionieristici sul deep learning, oggi sviluppa infrastrutture AI per le imprese con l’obiettivo di affiancare la creatività umana.

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Business & Innovation

Bryan McCann - la biografia

Bryan McCann è cofondatore e CTO di You.com, azienda nata nel 2020 con l’obiettivo di ripensare il rapporto tra ricerca, produttività e intelligenza artificiale. Nel suo ruolo guida lo sviluppo tecnologico della piattaforma e lavora su un tema che attraversa tutta la sua carriera: come costruire strumenti in cui l’AI non sostituisca il lavoro umano, ma lo renda più efficace, creativo e consapevole. In continuità con questa visione, il suo lavoro nasce da un interesse filosofico per il significato e dall’idea che l’intelligenza artificiale possa affiancare la creatività umana, generare nuovi pensieri e contribuire a strumenti capaci di rendere la vita più ricca.

Prima di fondare You.com, McCann ha costruito il proprio profilo nella ricerca applicata al linguaggio naturale. In Salesforce Research ha ricoperto, nell’arco di oltre quattro anni, i ruoli di Research Scientist, Senior Research Scientist e infine Lead Research Scientist, lavorando sul deep learning per il Natural Language Processing (NLP). In questa fase ha firmato contributi che hanno avuto un impatto rilevante nella comunità scientifica e industriale, con migliaia di citazioni e una presenza costante in conferenze e contesti internazionali dedicati allo stato dell’arte dell’AI. Ha inoltre presentato il proprio lavoro in contesti molto diversi tra loro, dal keynote stage di Dreamforce a conferenze tecniche come la PyTorch Developers Conference (anche nell’ambito di una collaborazione tra Salesforce, Google e Meta), fino a eventi business-facing come VentureBeat Transform. Ha anche parlato dei progressi più avanzati di NLP e AI anche presso laboratori di ricerca in diversi Paesi.

Tra i risultati più noti del suo percorso c’è il lavoro sui contextualized word vectors: McCann è indicato come autore del primo paper sul tema e titolare del relativo brevetto. Questo contributo viene collegato alla successiva evoluzione del transfer learning nel NLP, poi affermatasi su larga scala con modelli come BERT e con l’adozione delle architetture transformer. Alla stessa stagione di ricerca appartengono anche altri traguardi: i primi modelli unificati per il multitasking nel linguaggio, l’addestramento di uno dei più grandi modelli linguistici pubblici e open source del 2019 e l’estensione dei language model alla biologia, con sperimentazioni che hanno portato alla generazione di proteine poi sintetizzate in laboratorio e dimostratesi in alcuni casi efficaci quanto, o più, di quelle presenti in natura.

Il suo profilo, però, non si esaurisce nella ricerca o nella costruzione di prodotto. Negli ultimi anni McCann ha svolto anche attività di advisor, investitore e coach per leader tecnici, affiancando startup AI e team in fase di crescita. Ha ricoperto incarichi di advisory in realtà come Moonhub (con supporto alla costruzione dei team tecnici fondativi e alla gestione delle sfide tecnologiche core), Builders Fund e HUMAN CAPITAL, con un focus su investimenti, incubazione e hiring. In parallelo, mantiene una presenza pubblica come speaker su AI, produttività, creatività e leadership tecnica. Nella sua comunicazione pubblica ricorrono anche temi al confine tra tecnologia e cultura, come letteratura e AI, poesia e AI e, più in generale, gli incroci tra intelligenza artificiale e arti. Nel 2021 ha ricevuto il primo eVe award assegnato a SXSW per la collaborazione con lo scrittore Daniel Kehlmann.

A rendere riconoscibile la sua traiettoria è anche la formazione: McCann ha conseguito alla Stanford University un Master of Science e un Bachelor of Science in Computer Science (AI), insieme a una laurea in Filosofia. È una combinazione che aiuta a leggere il filo conduttore del suo lavoro: un interesse tecnico per i modelli e, allo stesso tempo, una domanda più ampia sul significato, sul linguaggio e su come l’intelligenza artificiale possa ampliare le possibilità del pensiero umano. 

Questo approccio emerge anche nelle sue attività extra-professionali - tra scrittura, poesia, arti visive e pratica fisica - che completano il profilo di un tecnologo abituato a muoversi tra discipline diverse senza separare nettamente ricerca, impresa e cultura.

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